Ortodonzia

Diagnosi e trattamento delle malocclusioni in bambini, adolescenti e adulti, con percorsi personalizzati per funzione, salute ed estetica del sorriso.

Ortodonzia a Carrara: un percorso che parte dalla diagnosi, non dall’apparecchio

L’ortodonzia è la branca dell’odontoiatria che studia e tratta le alterazioni della posizione dei denti e dei rapporti tra le arcate. L’obiettivo non è soltanto ottenere denti più allineati: un percorso ortodontico ben pianificato deve considerare funzione masticatoria, salute dei tessuti di supporto, stabilità del risultato, igiene orale, sviluppo delle arcate e armonia complessiva del sorriso.

Presso Carrara Dental Clinic il trattamento ortodontico viene costruito a partire da una valutazione completa. Prima di scegliere tra apparecchio fisso, dispositivi rimovibili, allineatori trasparenti o altre soluzioni, l’odontoiatra analizza il tipo di malocclusione, l’età del paziente, la crescita residua, la salute di denti e gengive, la collaborazione richiesta e gli obiettivi realistici del trattamento.

Questo approccio permette di evitare una visione semplicistica dell’ortodonzia. Due pazienti che presentano denti apparentemente affollati possono avere esigenze molto diverse: uno può necessitare soprattutto di creare spazio e riallineare gli elementi, un altro può presentare anche un problema nei rapporti tra le arcate, un difetto scheletrico, una condizione parodontale o la necessità di coordinare l’ortodonzia con restauri, implantologia o protesi.

Per questo, a Carrara Dental Clinic l’apparecchio non rappresenta il punto di partenza, ma lo strumento scelto dopo la diagnosi. Il progetto terapeutico viene spiegato al paziente, definendo obiettivi, tempi indicativi, modalità di controllo, necessità di igiene e fase di contenzione finale.

Il Dott. Mattia Fontana, Responsabile dell’Area Ortodonzia

L’attività ortodontica di Carrara Dental Clinic è coordinata dal Dott. Mattia Fontana, Responsabile dell’Area Ortodonzia. Il suo ruolo all’interno della struttura è quello di guidare la valutazione e la pianificazione dei percorsi ortodontici, mantenendo al centro la diagnosi e la scelta della soluzione più appropriata per il singolo paziente. Bambini, adolescenti e adulti possono presentare esigenze molto diverse e, proprio per questo, il trattamento non viene identificato con un unico tipo di apparecchio, ma costruito sulla base delle caratteristiche cliniche, dell’età, dell’occlusione, della salute dei tessuti di supporto e degli obiettivi condivisi con il paziente.

Nel lavoro ortodontico seguito dal Dott. Mattia Fontana rientrano la valutazione delle malocclusioni, dell’affollamento dentale, degli spazi tra i denti, dei rapporti tra le arcate e, nei pazienti in crescita, dello sviluppo dento-scheletrico. Quando indicato, il percorso può prevedere ortodonzia intercettiva, apparecchiature fisse, dispositivi rimovibili o funzionali e allineatori trasparenti. La scelta viene effettuata dopo lo studio del caso e non sulla base della sola richiesta estetica o della preferenza per una determinata tecnologia.

La presenza di un responsabile dedicato all’area permette inoltre di coordinare i casi che richiedono il contributo di più competenze. Un trattamento ortodontico può infatti essere collegato alla salute parodontale, alla conservativa, alla chirurgia orale, alla protesi o all’implantologia. In queste situazioni la programmazione viene inserita in una visione complessiva del caso, in modo che i movimenti dentali siano coerenti con le successive necessità terapeutiche e con il risultato funzionale ed estetico finale.

Che cos’è l’ortodonzia

L’ortodonzia si occupa della diagnosi, prevenzione e trattamento delle malocclusioni dentali e, nei pazienti in crescita, della valutazione dei rapporti tra le basi ossee e dello sviluppo cranio-facciale. Per malocclusione si intende un rapporto non corretto tra denti e arcate che può manifestarsi con affollamento, spazi, rotazioni, morso profondo, morso aperto, morso crociato, eccessiva sporgenza degli incisivi o altre alterazioni dell’occlusione.

Non tutte le irregolarità richiedono necessariamente un trattamento e non tutte hanno la stessa rilevanza clinica. La decisione di intervenire dipende dall’entità del problema, dalla funzione, dalla possibilità di mantenere una buona igiene, dalla salute parodontale, dall’estetica percepita dal paziente e, nei bambini, dalla fase di crescita e di permuta dentale.

L’ortodonzia può quindi avere finalità differenti: guidare la crescita in situazioni selezionate, creare condizioni più favorevoli per l’eruzione dei denti, correggere rapporti dentali alterati, migliorare l’allineamento, preparare lo spazio per una riabilitazione protesica o implantare, oppure contribuire a un progetto estetico e funzionale più ampio.

Quando può essere indicata una visita ortodontica

Una valutazione ortodontica può essere utile in presenza di segni evidenti, ma anche quando il paziente percepisce semplicemente che i denti non chiudono o non sono allineati come vorrebbe. Tra le situazioni più frequenti rientrano:

  • denti affollati, sovrapposti o ruotati;
  • spazi evidenti tra i denti o diastemi;
  • incisivi superiori molto sporgenti rispetto agli inferiori;
  • morso profondo, con eccessiva sovrapposizione verticale dei denti anteriori;
  • morso aperto, quando alcuni denti non entrano in contatto a bocca chiusa;
  • morso crociato, anteriore o posteriore;
  • asimmetrie nella chiusura delle arcate;
  • perdita precoce o permanenza anomala dei denti da latte;
  • denti permanenti che non erompono nei tempi o nelle posizioni attese;
  • necessità di recuperare o mantenere spazio per elementi dentari;
  • necessità di preparare i denti prima di una riabilitazione protesica o implantare;
  • richiesta estetica di miglioramento dell’allineamento del sorriso in età adulta.

La presenza di uno di questi elementi non definisce da sola il trattamento. È la visita ortodontica, integrata quando necessario da fotografie, modelli o scansioni digitali e indagini radiologiche appropriate, a permettere una diagnosi corretta.

La prima visita ortodontica presso Carrara Dental Clinic

La prima visita serve a comprendere il problema e a stabilire se esiste un’indicazione al trattamento. L’odontoiatra raccoglie l’anamnesi, valuta denti, gengive, arcate, occlusione e funzione e ascolta le esigenze del paziente o, nel caso di un bambino, anche quelle della famiglia.

Nei pazienti in crescita vengono osservati anche lo stadio della dentizione, la presenza di denti da latte e permanenti, gli spazi disponibili, eventuali alterazioni trasversali delle arcate e i rapporti scheletrici che possono beneficiare di un intervento in una determinata fase di sviluppo. Negli adulti assumono particolare importanza lo stato parodontale, i restauri presenti, eventuali denti mancanti e la relazione con future terapie protesiche o implantari.

Se la valutazione iniziale conferma la necessità di approfondire il caso, viene programmata la raccolta della documentazione diagnostica necessaria. Non tutti i pazienti richiedono gli stessi esami: la scelta deve essere proporzionata al quesito clinico e al tipo di trattamento ipotizzato.

Lo studio del caso ortodontico

Lo studio del caso è la fase in cui i dati raccolti vengono integrati per trasformare una richiesta generica – per esempio “vorrei raddrizzare i denti” – in una diagnosi e in un progetto terapeutico. Possono essere utilizzate fotografie del viso e del sorriso, immagini intraorali, impronte o scansioni digitali delle arcate e, quando indicate, indagini radiologiche.

L’ortodontista valuta la posizione dei denti, lo spazio disponibile, i rapporti tra le arcate, l’inclinazione degli incisivi, la linea mediana, l’occlusione e la relazione tra il problema ortodontico e i tessuti parodontali. Nei pazienti in crescita può essere necessario considerare anche lo sviluppo scheletrico e la fase evolutiva.

Da questa analisi nasce il piano di trattamento. Il paziente riceve una spiegazione degli obiettivi, delle possibili alternative, dei limiti, della durata stimata, dei controlli necessari e della fase di mantenimento finale. Quando esistono più opzioni ragionevoli, vengono illustrate le differenze in termini di indicazioni, collaborazione richiesta e prevedibilità.

Ortodonzia nei bambini e nei pazienti in crescita

In età pediatrica la valutazione ortodontica non serve soltanto a stabilire quando mettere un apparecchio. Serve soprattutto a riconoscere se la crescita delle arcate e la permuta dentale stanno procedendo in modo favorevole e se esistono condizioni che meritano di essere intercettate precocemente.

Alcune malocclusioni possono beneficiare di un intervento durante la crescita, mentre altre possono essere semplicemente monitorate fino a una fase più adatta. La tempistica è quindi parte della terapia: iniziare troppo presto senza una reale indicazione può prolungare inutilmente il percorso, mentre aspettare in presenza di alcune alterazioni può ridurre le possibilità di intervenire in modo efficace sulla crescita.

Ortodonzia intercettiva

Con il termine ortodonzia intercettiva si indicano trattamenti eseguiti durante la crescita con l’obiettivo di correggere o ridurre alcune alterazioni prima che la dentizione permanente sia completata. Può essere presa in considerazione, per esempio, in determinati morsi crociati, problemi trasversali dell’arcata, alterazioni funzionali o situazioni nelle quali è necessario guidare lo sviluppo dentale e scheletrico.

Non significa che ogni bambino debba ricevere un trattamento precoce. L’indicazione nasce dall’esame clinico e dalla valutazione della crescita. In alcuni casi l’intervento precoce costituisce una prima fase e può essere seguito, più avanti, da una seconda fase di allineamento della dentizione permanente.

Apparecchio fisso e dispositivi ortodontici

Apparecchio ortodontico fisso

L’apparecchio fisso utilizza attacchi applicati ai denti e archi ortodontici che consentono di controllare progressivamente il movimento degli elementi dentari. È una soluzione consolidata e versatile, utilizzabile in numerose malocclusioni e particolarmente utile quando è necessario un controllo preciso delle posizioni dentali.

Durante il trattamento vengono effettuati controlli periodici per verificare i movimenti, modificare le forze applicate e valutare la salute di denti e gengive. La collaborazione del paziente rimane fondamentale anche con un apparecchio fisso: igiene accurata, rispetto delle indicazioni alimentari e presenza regolare ai controlli incidono concretamente sulla qualità e sulla sicurezza del percorso.

Apparecchi rimovibili e funzionali

In alcune fasi della crescita o per specifiche indicazioni possono essere utilizzati apparecchi rimovibili o funzionali. Questi dispositivi possono avere finalità differenti: guidare alcuni rapporti tra le arcate, mantenere o recuperare spazio, modificare determinate funzioni o accompagnare una fase di sviluppo.

Poiché il dispositivo può essere rimosso, la collaborazione è un elemento decisivo. Le ore di utilizzo devono rispettare la prescrizione e l’apparecchio deve essere mantenuto pulito e integro. L’efficacia dipende quindi sia dalla corretta indicazione clinica sia dall’uso reale da parte del paziente.

Allineatori trasparenti e ortodonzia estetica

Gli allineatori trasparenti sono dispositivi rimovibili progettati per spostare progressivamente i denti attraverso una sequenza programmata. Sono spesso scelti da adolescenti e adulti che desiderano una soluzione meno visibile rispetto all’apparecchio tradizionale e la possibilità di rimuovere il dispositivo durante i pasti e l’igiene orale.

La discrezione estetica non significa però che gli allineatori siano automaticamente la soluzione migliore per ogni caso. La loro indicazione dipende dal tipo di malocclusione, dai movimenti necessari e dalla collaborazione del paziente. Devono essere indossati per il numero di ore prescritto e gestiti con precisione; un utilizzo insufficiente può rallentare o compromettere il programma di movimento.

Quando gli allineatori sono indicati, il percorso viene pianificato sulla base della diagnosi e non sulla sola simulazione estetica. Il risultato digitale rappresenta uno strumento di programmazione, ma non sostituisce la valutazione clinica, il monitoraggio biologico dei movimenti dentari e l’adattamento del piano quando necessario.

Ortodonzia e odontoiatria estetica

Un sorriso più armonico non dipende soltanto dal colore o dalla forma dei denti. La posizione degli elementi, la distribuzione degli spazi, la linea del sorriso e i rapporti tra denti e gengive incidono in modo importante sul risultato estetico. In alcuni casi l’ortodonzia rappresenta quindi il primo passo di un progetto di odontoiatria estetica.

Allineare correttamente i denti prima di modificare forma o colore può consentire un approccio più conservativo, riducendo la necessità di compensare con restauri ciò che può essere corretto attraverso il movimento dentale. Quando sono previste ricostruzioni, faccette, corone o altre terapie estetiche, il progetto può essere condiviso fin dall’inizio tra le diverse competenze.

Ortodonzia nell’adulto

L’ortodonzia non è riservata ai bambini. Molti adulti intraprendono un trattamento per migliorare l’allineamento, correggere una malocclusione presente da anni o preparare la bocca a una riabilitazione più complessa. L’età, da sola, non impedisce il movimento ortodontico; ciò che conta è la salute dei tessuti che sostengono i denti e la corretta pianificazione delle forze.

Nel paziente adulto è particolarmente importante valutare parodonto, restauri, corone, denti devitalizzati, impianti e spazi edentuli. In presenza di malattia parodontale attiva, il controllo dell’infiammazione viene prima del trattamento ortodontico. Nei casi multidisciplinari, l’ortodonzia può essere utilizzata per creare o redistribuire spazio, migliorare la posizione dei denti pilastro o preparare il sito per una successiva terapia protesica o implantare.

Ortodonzia pre-protesica e pre-implantare

In una bocca adulta con denti mancanti o spostamenti avvenuti nel tempo, l’ortodonzia può essere una fase preparatoria alla riabilitazione. Può servire a raddrizzare denti inclinati, distribuire correttamente gli spazi, migliorare i rapporti occlusali o creare condizioni più favorevoli per una futura protesi o per l’inserimento di un impianto.

Questo tipo di percorso richiede una pianificazione condivisa: il movimento ortodontico viene deciso sapendo quale sarà il risultato protesico finale. In questo modo si evita di allineare i denti senza considerare lo spazio necessario alla fase riabilitativa successiva.

Affollamento, spazi e principali malocclusioni

Gestione di affollamento e spazi dentali

Affollamento e spaziature sono tra i motivi più comuni di richiesta ortodontica, ma possono avere cause diverse. Per correggere un affollamento bisogna capire quanto spazio manca, dove manca e quale strategia consente di ottenerlo rispettando denti, gengive e profilo del paziente. In alcuni casi lo spazio può essere recuperato attraverso movimenti dentari o espansione dell’arcata; in altri la pianificazione può richiedere approcci differenti.

Anche i diastemi e gli spazi tra i denti richiedono una diagnosi. Possono dipendere da dimensioni dentali, posizione dei denti, assenza di elementi, frenuli, abitudini o rapporti tra le arcate. Chiudere uno spazio senza comprenderne la causa può aumentare il rischio di recidiva o produrre un risultato poco armonico.

Morso profondo, morso aperto e morso crociato

Il morso profondo si verifica quando gli incisivi superiori ricoprono eccessivamente quelli inferiori; il morso aperto è caratterizzato dall’assenza di contatto tra alcuni denti antagonisti; il morso crociato indica un’inversione dei normali rapporti trasversali o anteriori tra le arcate. Sono condizioni molto diverse tra loro e possono avere componenti dentali, funzionali e scheletriche.

Il trattamento dipende dall’età, dall’origine della malocclusione e dalla sua severità. Nei bambini alcune forme possono beneficiare dell’intervento durante la crescita; negli adulti la correzione può essere prevalentemente dentale oppure, nei quadri scheletrici importanti, richiedere una valutazione multidisciplinare più ampia. Non è quindi corretto associare una singola tecnica a una determinata diagnosi senza uno studio del caso.

Denti inclusi o che non erompono correttamente

Un dente permanente può non erompere nella posizione o nei tempi attesi. In questi casi occorre comprendere se l’elemento è semplicemente in ritardo, se manca spazio, se esiste un ostacolo o se la posizione anatomica richiede una gestione specifica. I canini superiori inclusi rappresentano un esempio frequente di situazione che può richiedere collaborazione tra ortodonzia e chirurgia orale.

Quando è indicato tentare il recupero ortodontico, il percorso può prevedere la creazione dello spazio necessario e, in alcuni casi, un’esposizione chirurgica dell’elemento per consentirne la trazione controllata. La fattibilità dipende da posizione, età, anatomia e rapporto con i denti vicini.

Estrazioni e ortodonzia: non sono una regola automatica

In alcuni piani ortodontici può essere valutata l’estrazione di uno o più denti, ma non si tratta di una scelta standard associata all’affollamento. L’indicazione dipende dallo spazio disponibile, dalla posizione degli incisivi, dai rapporti tra le arcate, dal profilo, dalla salute dei denti e dagli obiettivi complessivi del trattamento.

La decisione viene presa nello studio del caso e spiegata al paziente. Quando esistono alternative ragionevoli, vengono confrontate in modo trasparente. L’obiettivo è ottenere un equilibrio tra allineamento, funzione, salute parodontale, estetica e stabilità, non semplicemente creare spazio nel modo più rapido.

Ortodonzia e articolazione temporo-mandibolare

Dolori alla mandibola, rumori articolari, limitazioni nell’apertura o cefalee possono coesistere con una malocclusione, ma il rapporto tra ortodonzia e disturbi temporo-mandibolari è complesso. Non è corretto presentare l’apparecchio come una cura automatica per ogni dolore articolare o muscolare.

Quando il paziente riferisce sintomi di questo tipo, viene effettuata una valutazione specifica e, se necessario, il quadro viene approfondito prima o durante il percorso ortodontico. L’obiettivo è distinguere ciò che appartiene realmente alla malocclusione da condizioni che possono richiedere un inquadramento diverso.

Come si svolge il percorso ortodontico presso Carrara Dental Clinic

Il percorso ortodontico presso Carrara Dental Clinic, coordinato dal Dott. Mattia Fontana in qualità di Responsabile dell’Area Ortodonzia, viene organizzato in fasi con l’obiettivo di rendere chiaro al paziente che cosa viene fatto e perché. In base al caso può comprendere:

  • prima visita ortodontica e raccolta dell’anamnesi;
  • valutazione clinica di denti, gengive, occlusione e funzione;
  • fotografie, impronte o scansioni digitali quando necessarie;
  • esami radiologici appropriati quando indicati;
  • studio del caso e definizione della diagnosi;
  • presentazione del piano di trattamento, delle alternative e dei limiti;
  • eventuale preparazione con igiene, parodontologia, conservativa o altre cure preliminari;
  • fase attiva con apparecchio fisso, allineatori o altri dispositivi indicati;
  • controlli periodici e monitoraggio della salute orale;
  • fase di rifinitura e verifica del risultato;
  • contenzione e controlli successivi per mantenere il risultato nel tempo.

Quando il caso coinvolge altre aree odontoiatriche, il percorso viene coordinato con igiene orale, parodontologia, chirurgia orale, odontoiatria conservativa, protesi, implantologia, odontoiatria pediatrica e diagnostica radiologica. La finalità è mantenere un progetto unico, anche quando le diverse fasi richiedono competenze differenti.

Quanto dura un trattamento ortodontico

La durata non può essere stabilita correttamente con un numero standard di mesi valido per tutti. Dipende dalla complessità della malocclusione, dagli obiettivi, dalla risposta biologica individuale, dal tipo di apparecchio, dall’età e soprattutto dalla collaborazione. Mancato utilizzo dei dispositivi, rotture ripetute, scarsa igiene o controlli saltati possono allungare il percorso.

Durante lo studio del caso viene fornita una stima realistica, che può essere aggiornata in base all’andamento clinico. Alcuni trattamenti limitati possono richiedere periodi relativamente brevi; le correzioni più complesse o i percorsi in due fasi possono durare più a lungo. La qualità del risultato e la sua stabilità hanno priorità rispetto alla promessa di tempi eccessivamente rapidi.

Il trattamento ortodontico fa male?

Dopo l’applicazione dell’apparecchio o dopo alcuni controlli può comparire una sensibilità transitoria dei denti, soprattutto durante la masticazione. Anche il passaggio a un nuovo allineatore può determinare una sensazione di pressione. Si tratta generalmente di un adattamento temporaneo legato alle forze ortodontiche.

L’intensità varia da persona a persona. Fastidi persistenti, lesioni delle mucose, componenti dell’apparecchio che pungono o dolore non compatibile con quanto spiegato devono essere segnalati al professionista. Il trattamento deve essere monitorato e adattato nel tempo, non semplicemente lasciato procedere in modo automatico.

Igiene, controlli e contenzione

Ortodonzia e salute gengivale: il parodonto viene prima del movimento

I denti si muovono all’interno dell’osso e sono sostenuti da gengiva, legamento parodontale e tessuto osseo. Per questo la salute parodontale è fondamentale durante un trattamento ortodontico. Placca e infiammazione non controllate possono aumentare il rischio di problemi gengivali e, nei pazienti predisposti, di danni ai tessuti di supporto.

Prima di iniziare il trattamento viene quindi valutata la salute orale. Quando necessario, il paziente viene inserito in un percorso di igiene professionale e terapia parodontale prima dell’applicazione dell’apparecchio o dell’inizio degli allineatori. Durante il trattamento i richiami di igiene possono essere personalizzati in base al rischio e alla capacità di mantenimento domiciliare.

Igiene orale durante il trattamento ortodontico

L’ortodonzia richiede una cura particolare dell’igiene. Con un apparecchio fisso, attacchi e fili aumentano le aree in cui può accumularsi biofilm; con gli allineatori, invece, denti non perfettamente puliti possono rimanere a lungo coperti dal dispositivo. In entrambi i casi, la collaborazione quotidiana è essenziale.

Spazzolino, strumenti interdentali e modalità di pulizia vengono adattati al tipo di apparecchio. L’igienista può aiutare il paziente a individuare le tecniche più efficaci e a controllare zone difficili da raggiungere.

L’obiettivo è attraversare il trattamento mantenendo denti e gengive sani, evitando che l’allineamento venga ottenuto a scapito della salute orale.

La contenzione: mantenere il risultato dopo l’apparecchio

La fine della fase attiva non coincide con la fine del percorso. Dopo il trattamento i denti hanno una naturale tendenza a modificare la loro posizione nel tempo. Per questo viene programmata una fase di contenzione, che può prevedere dispositivi rimovibili, retainer fissi o una combinazione delle due soluzioni in base al caso.

La contenzione deve essere controllata nel tempo. Un retainer può staccarsi, deformarsi o accumulare placca; una mascherina può usurarsi o non essere più utilizzata correttamente. Il paziente riceve indicazioni sulla durata e sulle modalità di utilizzo, sapendo che la stabilità del risultato dipende anche dal mantenimento a lungo termine.

Recidiva ortodontica: perché i denti possono muoversi nel tempo

Denti perfettamente immobili per tutta la vita non esistono. Età, forze muscolari, modifiche parodontali, perdita di elementi dentari, abitudini e mancato utilizzo della contenzione possono favorire piccoli o grandi cambiamenti di posizione. Questo fenomeno viene definito recidiva quando comporta una perdita del risultato ottenuto con il trattamento.

Una corretta pianificazione e una contenzione adeguata riducono il rischio, ma non consentono di promettere stabilità assoluta. I controlli periodici permettono di intercettare precocemente modifiche della posizione dentale e valutare se sia sufficiente correggere o sostituire il dispositivo di contenzione o se sia necessario un nuovo intervento ortodontico.

Domande frequenti sull’ortodonzia

Di seguito alcune delle domande più frequenti sull’ortodonzia. Le risposte hanno finalità informative generali e non sostituiscono una visita o uno studio ortodontico personalizzato.

Non esiste un’unica età valida per tutti. Una valutazione durante la crescita può essere utile per intercettare alterazioni dell’eruzione, dello spazio o dei rapporti tra le arcate. La visita non significa necessariamente iniziare subito un trattamento: spesso serve proprio a stabilire se intervenire, attendere o programmare controlli durante la crescita.

No. Gli allineatori sono una possibilità terapeutica molto utile in numerosi casi, ma la scelta dipende dalla malocclusione, dai movimenti necessari e dalla collaborazione del paziente. L’apparecchio più adatto viene scelto dopo la diagnosi; non è corretto decidere lo strumento prima di aver definito il problema da trattare.

Sì. I denti possono essere spostati anche in età adulta se i tessuti di supporto sono sani e il caso è correttamente pianificato. Negli adulti è particolarmente importante valutare gengive e osso, restauri, denti mancanti, impianti e altre terapie presenti o programmate.

La durata dipende dalla complessità del caso, dagli obiettivi, dal tipo di trattamento e dalla collaborazione. Dopo lo studio ortodontico viene fornita una stima, ma i tempi possono modificarsi in base alla risposta individuale e all’andamento clinico. Promettere una durata uguale per tutti non sarebbe corretto.

I denti possono modificare la loro posizione nel tempo. Per ridurre il rischio di recidiva viene programmata una fase di contenzione, con dispositivi e controlli adeguati al caso. La stabilità a lungo termine dipende sia dalla qualità del trattamento sia dalla corretta gestione della contenzione.

Il Responsabile dell’Area Ortodonzia di Carrara Dental Clinic è il Dott. Mattia Fontana. Coordina la valutazione e la pianificazione dei percorsi ortodontici per bambini, adolescenti e adulti, scegliendo il trattamento sulla base della diagnosi e delle caratteristiche del singolo caso. Quando necessario, il percorso viene integrato con le altre competenze odontoiatriche presenti nella struttura.


Informazione al paziente

I contenuti di questa pagina hanno finalità informative e divulgative e non sostituiscono una visita odontoiatrica o ortodontica. Indicazione al trattamento, scelta dell’apparecchio, necessità di esami diagnostici, eventuali estrazioni, durata, frequenza dei controlli e modalità di contenzione devono essere definite individualmente sulla base della diagnosi, dell’età, della salute orale e degli obiettivi del paziente.

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